Good Omens (Serie Tv)

Abbiamo parlato qualche settimana fa del libro, per cui non possiamo adesso perdere l’occasione di commentare anche la miniserie dedicata a Good Omens, prodotta da Amazon Prime Video e interamente disponibile sulla sua piattaforma streaming. Devo dire che, sebbene non ami molto il metodo di visione proposto da queste piattaforme, Good Omens si presta particolarmente bene per una binge serrata, visto il numero ridotto di episodi e il ritmo altissimo che la storia mantiene nel suo svolgersi. Per cui, prima di addentrarci nei dettagli, vale la pena di vederlo? Sì, certo, ma tenendo sempre presente che il libro, comunque, è meglio.

good-omens-serie-tv

La miniserie segue in modo piuttosto pedissequo la vicenda del romanzo, ed è inevitabile se pensiamo che alla sceneggiatura di tutti e sei gli episodi troviamo Neil Gaiman, già co-autore del libro insieme a Terry Pratchett. I protagonisti sono Azraphel e Crowley, un angelo e un demone che, in millenni di missione sotto copertura sulla Terra, stringono un’improbabile quanto profonda amicizia e si affezionano molto agli uomini e al loro stile di vita. Se ne affezionano al punto che quando scoprono l’approssimarsi dell’Apocalisse decidono di sabotarla manipolando la coscienza del giovanissimo Anticristo; il problema è che, a causa di uno scambio di bambini, l’Anticristo è stato perso e non può essere rintracciato. Si scatena quindi una furiosa caccia all’uomo contro il tempo, in cui angeli, demoni, cacciatori di streghe, fattucchiere e bambini cercano di arrivare per primi all’Anticristo, il giovane Adam, che sta disordinatamente risvegliando i suoi poteri.

Good Omens non è un libro semplice da tradurre in un altro medium, e al di là dei difetti o delle differenze credo che Neil Gaiman abbia fatto un ottimo lavoro. Il ritmo è sempre sostenuto, i personaggi si ritrovano tali e quali dalle pagine del romanzo senza stravolgimenti od omissioni, e, soprattutto, è una miniserie che, al contrario di American Gods, si tiene in piedi da sola senza dover necessariamente conoscere la versione cartacea. Insomma, è un buon adattamento. Interi brani di testo si ritrovano tali e quali nella serie, spesso recitati dalla voce fuori campo di Frances McDormand che, nel ruolo di Dio, agisce da narratore onniscente come ci si aspetterebbe dal suo personaggio. Ovviamente alcuni sacrifici sono stati necessari, come l’eliminazione degli altri Cavalieri dell’Apocalisse o il collegamento tra Agnes Nutter e Shadwell, ma si tratta davvero di tagli minori funzionali a rendere la storia più compatta e coesa.

Good-Omens-Anathema-Device-and-Newt-Pulsifer

Quello che rende maggiormente diverse le due versioni è infatti proprio qui, nella minore coralità della serie rispetto al romanzo. Tra le pagine del libro si alternano moltissimi personaggi, magari solo per un capitolo o poche pagine, così che la storia continui a divagare per strade secondarie che magari non centrano del tutto con la trama, ma che risultano sempre gustose e riescono ad arricchire il mondo fittizio della storia; questo, nella serie, non succede, soprattutto a causa, presumo, del minore tempo a disposizione. La miniserie di Good Omens si concede pochissime divagazioni, e sempre fondamentali per giustificare o chiarire quello che accade nella trama, come il lungo flashback dedicato all’amicizia tra Azraphel e Crowley, assente nel libro, e sacrifica senza indugio tutto quello che non è strettamente necessario. Il risultato è un mondo molto più ristretto e una storia in cui molte meno voci si fanno sentire semplificando la narrazione, sebbene non mi azzardi a dire che ne risulti impoverita: è meno variegata, certo, ma non per questo meno riuscita o soddisfacente.

Certamente questa differenza ha la conseguenza di eleggere Azraphel e Crowley a protagonisti assoluti laddove il romanzo era, appunto, più corale. Tra tutti, sono sicuramente loro i personaggi che ottengono la maggiore attenzione e restano maggiormente impressi, grazie anche all’ottimo lavoro di Michael Sheen e David Tennant rispettivamente, dominando il racconto grazie anche all’ampliamento delle schiere angeliche e infernali; inoltre è stato molto approfondito l’aspetto “bromance” del loro rapporto, al punto da sembrare talvolta qualcosa di più di una semplice amicizia, per quando profonda, un aspetto che Neil Gaiman ha sicuramente considerato nel momento in cui si è messo a scrivere. Questo protagonismo di Azraphel e Crowley ha finito inevitabilmente per rendere comprimari tutti gli altri personaggi, che hanno portato a termine le rispettive storyline quasi nei ritagli di tempo e frettolosamente; alla fine tutto torna e la storia è completa, certo, ma manca quel gusto, che al contrario ha il romanzo, di perdersi a seguire e approfondire personaggi e storie per il puro piacere di farlo.

Good-Omens-four-Horsemen-1200x676

Scelte, magari impopolari e difficili, ma che si sono rese necessarie da prendere in fase di scrittura, e che non tradiscono comunque lo spirito del romanzo, anzi: l’anima di Good Omens è molto ben riconoscibile e presente. Il problema è che lo spirito del libro non funziona adeguatamente sullo schermo con lo stesso successo che ha avuto sulla pagina scritta. Come già detto, interi brani si possono riconoscere nella sceneggiatura, ma se nel libro risultavano divertenti e frizzanti, brillanti perfino, in questo caso perdono gran parte del loro lustro e raramente strappano più di un sorriso. Non riesco a puntare bene il dito sulla causa, ma ho trovato la serie molto meno divertente del libro, sebbene le battute siano le stesse. Ho il sospetto che centri, in questo caso, il discorso dello stile, per cui non erano solo le battute ad essere divertenti, ma soprattutto il modo in cui erano scritte, preparate e raccontate a costruire un effetto comico che nella serie non funziona ugualmente bene. Ho anche il sospetto che certe gag, perfettamente funzionanti nel romanzo, riportate pari pari nella serie siano risultate tirate troppo per le lunghe, come la sequenza all’ospedale delle suore sataniste nel primo episodio; nella commedia i tempi sono fondamentali e credo che il maggior difetto della serie sia proprio questo, di aver sbagliato sistematicamente i tempi delle battute e delle gag. Questo, ovviamente, chiudendo gli occhi di fronte agli effetti speciali, che sembrano usciti direttamente da un telefilm di vent’anni fa.

Alla fine, Good Omens, te lo consiglio o no? Sì, si può guardare, non è la serie dell’anno ma si segue con piacere ed è una bella storia raccontata abbastanza bene (per quanto il libro lo faccia molto meglio). Il finale è bellissimo, il cast è molto buono, e se riesci a chiudere un occhio sul trattamento a volte un po’ britannicamente sciocco di alcune scene scene si tratta certamente di un prodotto godibile. Ma nel caso tu non avessi ancora letto il libro, ecco, fallo.

Pubblicità

6 pensieri riguardo “Good Omens (Serie Tv)

  1. Interessante! Ho il sospetto che Pratchett e Gaiman siano poco traducibili al formato televisivo… le tue impressioni su questa serie sono identiche alle mie sugli adattamenti BBC dei libri del Discworld che ho visto, per esempio. È un umorismo splendido su carta (lo scrivo mentre sto leggendo il trentaduesimo libro del Discworld, A Hat Full Of Sky), ma che sullo schermo perde molta della sua vitalità.
    Certo, non so spiegarne il motivo, ma credo che sia inevitabile…

    Piace a 1 persona

    1. Allora si, è proprio un problema di traduzione da un medium all’altro. Magari è come quando una stessa barzelletta è raccontata da due persone diverse, una molto capace e l’altra no: nonostante il testo sia esattamente lo stesso nel primo caso fa ridere e nel secondo no. Forse allora avrebbe giovato un adattamento meno fedele alla lettera ma più riuscito sul piano dell’umorismo.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...