Good Omens, di Terry Pratchett e Neil Gaiman

Tra poco più di un mese verrà distribuita su Amazon Prime Video la miniserie tratta da Good Omens, il romanzo scritto a quattro mani da Terry Pratchett e Neil Gaiman, e per l’occasione ho deciso di ripassare il romanzo, che avevo letto alcuni anni fa. Il lato positivo è che me lo sono goduto ancora di più a una seconda lettura di quanto avessi già fatto alla prima; il lato negativo è che, stavolta, ho acquistato la copia cartacea del libro, che non ha più la copertina originale ma l’immancabile locandina della serie, come spesso accade in questi casi. Che non importa, in fondo, il contenuto è esattamente lo stesso, ma mi dà veramente fastidio.

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La trama. Ci troviamo alle soglie del nuovo millennio, e i tempi sono maturi per scatenare finalmente l’Apocalisse. Paradiso e Inferno iniziano a mettersi in moto e a disporre le loro pedine per la partita finale, ma c’è un problema: il giocatore principale, l’Anticristo, non si trova. O meglio, a causa di uno scambio di neonati non si trova dove dovrebbe essere, e la sua naturale protezione contro le forze mistiche impedisce a chiunque di rintracciarlo. Inizia quindi una folle corsa contro il tempo per rintracciare il giovane Adam, Anticristo suo malgrado, per sfruttare i suoi poteri o impedirgli di usarli.

Good Omens è un romanzo delizioso, uno di quei libri che è un piacere leggere e a cui si torna volentieri quando hai un attimo di tempo libero. È scritto in modo superbo, con una vitalità e una frizzantezza che va oltre le gag e le battute, comunque sempre divertenti: è un libro vivace e fresco, capace di infondere sempre nuova linfa in un genere, la letteratura apocalittica, decisamente abusata nel corso del tempo, infilandosi a pieno diritto nel filone reinventandolo a modo suo secondo il personale stile di Pratchett. Purtroppo non ho molta confidenza con la scrittura di Pratchett, dal momento che questo è il suo unico libro che abbia letto finora, ma ne ho molta con quella di Neil Gaiman, e, sebbene il suo contributo sia ben identificabile qua e là, mi sembra che il lavoro di stesura sia tutto del collega.

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Quello di Pratchett non è comicità, ma umorismo: i personaggi non sono mai ridicoli, sebbene siano sempre dotati di caratteristiche surreali e personalità bizzarre, così come difficilmente lo sono le situazioni in cui si trovano ad agire. Il riso emerge quasi esclusivamente dalla scrittura di Pratchett e dal modo che ha di raccontare la storia, dimostrandosi un narratore eccezionale capace non solo di mantenere saldamente in mano moltissimi fili narrativi contemporaneamente, ma anche e soprattutto di dare vita a un universo surreale capace di non prendersi mai davvero sul serio. Le battute e le gag si susseguono infinite nel corso del libro, con un senso dell’umorismo non sempre immediato ma che, una volta giunto a segno, ti lascia sempre con il sorriso sulle labbra. È imprevedibile, surreale, irriverente ma senza essere volgare o cinico, e con un talento speciale nell’individuare l’assurdo in un mondo che si prende sempre troppo sul serio, dimostrandoci come, in fondo, anche l’Apocalisse possa essere un gioco per ingannare un lungo pomeriggio d’estate con gli amici.

Come nelle migliori opere comiche, però, non si tratta di un umorismo vuoto o fine a sé stesso, anzi. Pratchett dimostra di avere ben chiara la sua tesi, incentrata su un amore che, declinato nelle sue infinite possibilità, finisce per legare tutti i personaggi a volte in modo imprevedibile. C’è l’amicizia, improbabile quanto sincera, tra l’angelo Azraphel e il demone Crowley; l’amore previsto ma comunque improvviso e reale tra la strega Anathema e il cacciatore di strege Newt; l’amicizia infantile tra i Quelli, un affiatato gruppo di bambini che, inconsapevolmente, disinnesca l’Apocalisse semplicemente facendo ragionare Adam sul suo progetto; e c’è l’amore maturo tra Shadwell e Madam Tracy, occultista e cortigiana part-time. Un messaggio di fiducia nell’uomo e nella possibilità che ha di fare del bene, al mondo e al suo prossimo, che ti scalda davvero il cuore e ti fa guardare con maggiore speranza alle altre persone, grazie alla sensibilità e alla delicatezza che Pratchett dimostra nel raccontare anche i personaggi più stravaganti o bislacchi della storia; il tutto sempre ricordandosi di fare ridere! Davvero un traguardo speciale che dimostra un talento senza rivali.

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La trama è ricca e densa di avvenimenti, raccontata con un ottimo ritmo e una serie di irresistibili digressioni storiche o personali che arricchiscono sempre il racconto senza mai annoiare. Ci sono moltissimi personaggi, ognuno con il proprio compito da portare a termine, e la costruzione della storia riesce a fare in modo che il destino di ognuno si compi proprio sul terreno designato per l’Apocalisse; certo, a volte è necessaria qualche forzatura, ma non è sicuramente un difetto capace di intaccare il valore del libro, se mai difetto possa essere definito. Alla fine, non solo il mondo non viene distrutto, ma anche salvato dalla visione che di esso ha un bambino ancora innocente nonostante la sua natura demoniaca, e che riesce a plasmarlo secondo i suoi desideri, certo, ma con l’unica intenzione di fare del bene e raddrizzare tutto quello che vede di male nel mondo. Un finale forse in parte agrodolce, per via del destino che le ultime righe lasciano intuire spetti a Tadfield, ma che nondimeno deposita il futuro e il destino del mondo nelle mani a cui spetta di diritto: non quelle dell’Anticristo, ma quelle di un giovane, di un bambino che è ancora, per definizione, potenzialità in attesa di essere espressa e che desidera solo il meglio per sé e per le persone che ha intorno.

Good Omens è un libro davvero speciale, che merita di essere letto, e non solo per l’irresistibile umorismo con cui è scritto: è un romanzo che intrattiene nel senso che tiene davvero compagnia, diverte e scalda il cuore. A questo punto l’attesa per la miniserie si fa ancora più frenetica; la speranza è che si riesca a rendere giustizia a questo testo straordinario, ma visto il cast straordinario non ho davvero dubbi in merito.

7 pensieri riguardo “Good Omens, di Terry Pratchett e Neil Gaiman

  1. Sicuramente un romanzo da leggere. Potrei davvero acquistarlo, quando avrò smaltito le centinaia di libri che ho in attesa.
    Ad ogni modo vedo volti discretamente noti nella serie. Spero solo che Amazon non esageri con la trasposizione del romanzo. Sinceramente l’unica cosa di cui ho voglia è una serie incomprensibile, con riferimenti raffinati, che per capirli devi rivederti le puntate ottocento volte, altrimenti non ci capisci un acca.

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    1. Spero che non sia questo il caso: il libro è molto scorrevole, niente di cervellotico o inutilmente contorto, e cambiarlo significherebbe stravolgerlo.

      Anche io ho un sacco di libri in attesa, ma in genere le cose superano la fila e prendono la precedenza, col risultato che la pila dei libri non diminuisce mai davvero!

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  2. Gran bel post su un capolavoro di libro!!!

    Good omens è il modo perfetto per avvicinarsi a due autori che ci hanno regalato (e Gaiman ci sta ancora regalando) stupende opere letterarie. Sono divertenti anche le interviste fatte a Gaiman su come scrisse il libro con Pratchett, come nacque l’idea e come si divisero il lavoro (con uno dei due che era sveglio di giorno quando l’altro dormiva e viceversa)!

    E poi di Pratchett io non posso perdere occasione per consigliare il suo Discworld coi suoi quaranta e passa libri. Può sembrare un’opera mastodontica (e lo è), ma ogni libro si può apprezzare anche a sé stante!!! Io dopo averne letti un po’ sparsi mi sono messo di buzzo bòno (come si dice dalle mie parti) e sono a Monstruous regiment, libro numero 32! :–D

    Grazie per la tua bellissima recensione!!!

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    1. Adesso sono davvero curioso di scoprire Discworld! Sembra la missione perfetta da compiere quest’estate in vacanza.

      Li stai leggendo in inglese? Perché Good Omens l’ho letto in italiano, ma sarei curioso di provare anche in lingua originale, per vedere com’è!

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      1. Tutto assolutamente in inglese!! Inoltre molti libri di Discworld so da amici che sono stati tradotti in modo molto approssimativo. E poi Pratchett scrive divinamente, sarebbe un delitto leggerli tradotti! :–D

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