-4: Dieci film cult della mia infanzia

Io ho avuto la fortuna di avere due genitori molto amanti del cinema, che hanno trasmesso fin da subito questa passione anche a me e ai miei fratelli fin da piccoli. In questo articolo ho quindi pensato di ripercorrere un breve viale dei ricordi e rispolverare quelli che sono stati i classici della mia infanzia, quei film che hanno caratterizzato i miei anni da bambino e che ho più amato costringendo mia madre e mio padre a rivederli ancora e ancora e ancora. Per questa selezione ho scelto di eliminare i cartoni animati, un po’ perché si è già parlato moltissimo di animazione in questa sequenza di post e un po’ perché si finirebbe per parlare ancora di Disney, di cui, ancora, sento di star già parlando molto ogni settimana.

La lista che segue comprende così dieci lungometraggi di cui ho consumato le videocassette e che hanno avuto un impatto su di me che, in alcuni casi, dura ancora oggi. Non è ovviamente un elenco esaustivo, dal momento che appena ho terminato di stilarlo me ne sono venuti in mente altri, ma ci saranno ampi spazi di aggiornamento, magari l’anno prossimo. Siccome i titoli sono tanti cercherò di tenere brevi i commenti, anche perché saranno titoli che sicuramente già conosci, per cui non mi aspetto di farti scoprire alcunché di nuovo.

Per cui, andiamo! Inserisci la videocassetta, riavvolgi il nastro (i bambini di oggi non sapranno mai cosa vuol dire dover mandare indietro il film prima di guardarlo, o dover mandare avanti per saltare le pubblicità) e premi PLAY: stiamo per cominciare!

Hook: Capitan Uncino

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Forse il classico dei classici della mia infanzia: Steven Spielberg immagina cosa sarebbe successo se Capitan Uncino fosse sopravvissuto al coccodrillo, e soprattutto se Peter Pan, fatalmente, fosse cresciuto. Il risultato è un film sul potere dell’immaginazione e sull’importanza di riscoprire il bambino che si nasconde sempre dentro di noi, magari addormentato ma mai definitivamente morto. Visto oggi, il film rischia talvolta di apparire eccessivamente infantile e chiassoso, e mi ha stupito scoprire che Spielberg non lo ama particolarmente, ma alcune scene per me mantengono il loro effetto ancora oggi: l’ho rivisto un paio di anni fa, e mi sono commosso nella scena della cena, quando Peter ritrova i suoi ricordi.

Senti Chi Parla

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Non sono convinto che questo film fosse indirizzato specificatamente a dei bambini, anzi, ma io e mia sorella lo guardavamo in continuazione, insieme ai suoi sequel. Senti Chi Parla è una commedia con John Travolta e Kirstie Alley: lei è l’amante di un uomo sposato che rimane incinta e decide di crescere da sola il bambino, lui un tassista che vive alla giornata e si affeziona sempre di più a madre e bimbo. Il punto originale del film è il doppiaggio dei pensieri del piccolo Mickey, con la voce di Bruce Willis in originale e Paolo Villaggio in italiano. Mi divertiva moltissimo, anche se sicuramente non capivo la scena iniziale con gli spermatozoi che fecondavano l’ovulo o i moltissimi doppi sensi che caratterizzano la sceneggiatura. Però ricordo che è stato il mio primo approccio indiretto con il tema dell’omosessualità, quando ho chiesto a mia mamma cosa fosse una lesbica dopo averlo sentito dire da Travolta con il consueto tatto e savoir-fair tipico degli anni Novanta.

Corto Circuito

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Io amavo il robottino di Corto Circuito, mi sembrava la cosa più straordinaria del mondo; chiaramente non avevo ancora visto Jurassic Park, ma ci arriveremo a breve. I film degli anni Ottanta sono immediatamente riconoscibili, perché avevano una genuinità che oggi purtroppo si è persa. Il film racconta la storia di Numero 5, un robot militare che si perde e prende coscienza di sé stesso, arrivando a dichiarare di essere vivo; ovviamente i militari non la penseranno allo stesso modo e daranno il via a una feroce caccia all’uomo al robot per riaverlo o distruggerlo.

E.T. – L’Extraterrestre

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I miei genitori devono aver pensato che fosse una buona idea spezzare immediatamente il mio piccolo cuore ancora in garanzia, e mi hanno sottoposto E.T. Di nuovo Spielberg, questa volta alle prese con la fantascienza e la toccante storia di amicizia tra un alieno buono che si è smarrito sulla Terra ed Elliot, il bambino che lo aiuterà a tornare a casa. E.T. è un classico, ed è ovviamente bellissimo. Il suo copione è ottimo, sebbene ci siano, nella seconda parte, tutte le ingenuità tipiche del canovaccio “bambini che sono più furbi delle autorità e l’hanno vinta”; c’è un mix perfettamente dosato di commedia e dramma e un finale ancora oggi commovente.

Tesoro Mi Si Sono Ristretti i Ragazzi

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L’ho rivisto qualche settimana fa in televisione, e vuoi la verità? È un film invecchiato abbastanza bene. Diretto da Joe Johnston, si tratta di una tipica avventura per ragazzi con elementi fantascientifici; in questo caso, un reggio laser inventato in una soffitta rimpicciolisce quattro ragazzi alle dimensioni di pochi millimetri, e, dopo essere finiti per sbaglio nella spazzatura, devono attraversare tutto il cortile per ritornare a casa e farsi ingrandire di nuovo. C’è tutto, in questo film, dagli effetti speciali artigianali degli anni Ottanta alle piccole evoluzioni che tutti i personaggi, adulti e adolescenti, subiscono nel corso dell’avventura; alcuni momenti risultano forse eccessivamente sciocchi, ma è bello ogni tanto vedere qualcosa che non si prende molto sul serio. Da menzionare la scena della morte della formica per mano di uno scorpione, uno dei miei primi traumi cinematografici.

Casper

Casper

Io adoro le storie di fantasmi, e da bambino mi piaceva un sacco Casper, un film che ancora oggi ha diversi pregi nonostante una sceneggiatura assolutamente disomogenea e a tratti schizofrenica. Il film ha per protagonista il fantasmino Casper, uno spettro che soffre la sua condizione di deceduto e desidera avere degli amici. Il suo desiderio può avverarsi quando nel castello che infesta si trasferiscono Kat Harvey e suo padre James, parapsicologo incaricato di liberare il maniero dalle presenze che lo infestano. Casper sembra più un mash-up di storie piuttosto che un film con una trama coerente: succedono un sacco di cose, alcune sensate altre meno, e la sensazione è quella di un’opera che non si sapeva bene dove portare. Su tutto però risulta vincente l’affiatamento tra Kat, una giovane Christina Ricci, e il fantasma, il primo personaggio ad essere interamente realizzato in CGI all’interno di un film live-action.

Jumanji

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Di nuovo Joe Johnston, di nuovo un classico della mia infanzia; amavo talmente questo film che durante gli intervalli a scuola io e un mio amico mettevamo in scena le nostre avventure personali con un Jumanji di carta che ci eravamo fatti! Jumanji è un gioco da tavolo incantato: a ogni mossa delle pedine corrisponde una pericolosa sfida da affrontare, che si materializza dopo aver letto un breve messaggio in rima. Alan e Sarah iniziano a giocare negli anni Sessanta, ma la partita si interrompe quando il ragazzino è risucchiato dentro il gioco. Si riprenderà quasi trent’anni dopo, quando i fratelli Judy e Peter ridanno inavvertitamente il via alle pedine. È un’avventura fantasy dai toni piuttosto dark, sia per le violente apparizioni evocate dal gioco che per le drammatiche storie personali dei protagonisti: Judy e Peter sono orfani costretti a vivere con una zia impreparata al suo ruolo, Peter ha trascorso tutta la vita nella giungla dentro Jumanji e Sarah è rimasta profondamente segnata dalla scomparsa dell’amico. Si tratta comunque di un film molto veloce, con dei dialoghi vivacissimi e un secondo tempo ricchissimo d’azione. L’anno scorso ne è stato realizzato un sequel con The Rock, Joe Black e Karen Gillan, che (unpopular opinion) a me è piaciuto.

Jurassic Park

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Venne il 1995, e nulla sarebbe più stato lo stesso per me perché in televisione vidi Jurassic Park. È stato una rivelazione. In quel film ho sperimentato per la prima volta tutto il sense of wonder che il cinema era in grado di creare, ed ero convinto di aver trovato la mia ragione di vita: sarei diventato un paleontologo. In realtà poi ho messo da parte il sogno di scavare i dinosauri, ma non il fascino per i mostri preistorici e, soprattutto, non l’affetto per questo film, che riguardo ogni volta ancora con piacere. L’entrata in scena del Tirannosauro e la lunga sequenza nella cucina, con i bambini braccati dai Velociraptor hanno perseguitato per molto tempo i sogni miei e di mia sorella, e gli sono grato per questa ansia. I dinosauri di Spielberg mi sembravano la cosa più bella del mondo, ed è stato terribile il momento in cui ho scoperto che no, non si possono clonare i dinosauri… ancora.

The Mask

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Il mio primo incontro con Jim Carrey – e Cameron Diaz, sebbene avrei imparato ad apprezzarne davvero la presenza solo alcuni anni più tardi – avvenne con The Mask. Ricordo che mi feci comprare la videocassetta a scatola chiusa, senza che ne sapessi niente, perché mi piaceva moltissimo il cartone animato che vedevo in tv; il film è leggermente meno per bambini, ma è comunque diventato un must in casa mia, al punto da piacere anche ai miei genitori. Molte delle battute e dei riferimenti sessuali mi scorrevano addosso come l’acqua, ma impazzivo ogni volta che Jim Carrey metteva la maschera; ne sapevo dei pezzi lunghissimi a memoria e lo spammai a chiunque mi desse retta abbastanza a lungo da permettermi di farlo.

Chi Ha Incastrato Roger Rabbit?

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Di nuovo, un film non propriamente per bambini, ma ehi, ci sono dei cartoni animati in mezzo, vuoi impedire a un bambino di vedere qualcosa con un coniglio animato dentro? Da bambino la conturbante apparizione di Jessica mi lasciava piuttosto freddo, ma ero semplicemente terrorizzato dal giudice Morton e dalla salamoia; quando poi alla fine il giudice viene schiacciato dalla pressa e si trasforma in un cartone animato me la facevo sotto, ma non c’era verso di smettere di guardare. Il resto è un geniale noir postmoderno in un mondo popolato da esseri umani e cartoni animati, un’idea sensazionale e realizzata altrettanto bene.

___

-10: Marathon Day: Lilli e il Vagabondo

-9: Streghe

-8: Marathon Day: La Bella Addormentata nel Bosco

-7: Klaus

-6: “Cartoni animati di Natale”

-5: I 30 anni de I Simpson

16 pensieri riguardo “-4: Dieci film cult della mia infanzia

  1. Molti di questi film appartengono anche all’immaginario della mia infanzia, e uno è presente anche nel post che scrissi anni fa sull’argomento (dove è presente un bel po’ di animazione: https://troppolontanidallestelle.wordpress.com/2015/05/06/12-film-della-mia-infanzia/ )
    L’unico che mi manca è “Corto circuito”, che non ho mai visto. Curiosamente, invece, “Jumanji” l’ho visto che ero già grandicello: se lo avessi visto da bambino sarei impazzito!

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    1. Siccome siamo nati nello stesso anno molti dei film che citi nell’articolo li sono stati dei classici anche della mia infanzia; avevo del tutto rimosso 4 Dinosauri a New York, eppure mi piaceva moltissimo!

      Come ho scritto anche a Giovanni, vedendolo oggi probabilmente Corto Circuito potrebbe apparire fin troppo ingenuo, ma si può vedere come una reliquia degli anni 80.

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  2. Li ho visti tutti a parte “Corto circuito” e “Jurassica Park”.
    Sono contento di sapere di qualcuno che conosce “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi”. Quando ero piccolo l’avrò rivisto 53432 volte.
    PS, grazie per aver resucitato i traumi infantili con “Chi ha incastrato Roger Rabbit” ahah santo cielo, il momento in cui il giudice si rivela per quel che è da piccolo faceva spaventare sia me che mio fratello.

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    1. Ahahah il giudice di Roger Rabbit è davvero la materia di cui sono fatti gli incubi, credo sia un trauma infantile piuttosto condiviso! Tra l’altro i miei genitori hanno sempre esercitato un parental control piuttosto severo sulla televisione, ma per qualche motivo erano perfettamente a posto con l’immagine di un uomo che viene schiacciato da un rullo e in cui si vede TUTTO!

      Credo che tu sia il primo che sento a non aver mai visto Jurassic Park; ovviamente consiglio di recuperarlo!

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  3. Wow, a parte Corto Circuito, li condivido tutti. E.T. il mio preferito in assoluto, Jumanji il più visto (anche a scuola più volte), “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi” lo adoravo, che trauma la scena della formichina! Quanto ho pianto. Ok mi fermo, se no li nomino tutti 🤣 Nella mia lista ci sarebbero anche I Goonies e La storia infinita, oppure Ace Ventura (entrambi i film). Che nostalgia! Un saluto😃

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    1. La scena della formica è tremenda! 🤣 ET invece è commovente anche rivisto a 30 anni.
      Gli ultimi di cui parli lo ho visti un po’ più avanti, per questo non sono rientrati nella lista che comprende quelli che guardavo entro gli 8-9 anni, circa. Quest’annno, sempre per Natale, uscirà la seconda parte!

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