Binge Listening #4: Acufeni / Welcome to Night Vale

Siccome passa il tempo ma mi ritrovo sempre con del tempo morto da dover riempire in qualche modo sto continuando a nutrirmi di podcast e, di conseguenza, a scrivere di una nuova doppietta di titolo come ormai di consueto in questa rubrica; se prima li ascoltavo in macchina andando a lavorare, adesso le voci dei miei speaker preferiti mi tengono compagnia mentre lemme lemme mi faccio strada lungo la pista ciclabile o, più quotidianamente, mentre faccio colazione, lavo i piatti o pulisco in casa. Questa volta ti parlo di due titoli che non ho scoperto recentemente, anzi, si tratta di due podcast già presenti da diverso tempo nel mio feed, ma sono davvero speciali per cui spero che possano piacere anche a te.

Acufeni

Abbiamo già sentito la voce di Federica Frezza ad Halloween, quando abbiamo parlato di Bouquet of Madness, di cui è co-creatrice e speaker insieme a Martina. BoM non è tuttavia l’unica, né la prima, esperienza di podcast di Federica, dal momento che già un anno prima aveva dato vita ad Acufeni, che, nonostante il titolo, non tratta di disturbi medici ma di misteri, leggende e folklore. Acufeni nasce nell’autunno del 2019 come esperimento per rendere più ricca la celebrazione di Halloween che Federica realizza ogni anno sul suo canale youtube; la prima stagione del podcast consiste infatti di quattro episodi settimanali che raccontano storie di fantasmi, vampiri, case stregate e misteri cittadini, lasciando sempre in sospeso la domanda: non è vero, ma se lo fosse?

Il modello al quale l’autrice si è chiaramente ispirata è quello di Lore, il podcast di Aaron Mankhe che già da molti anni racconta, come una leggenda riportata davanti al fuoco, i misteri del folklore di tutto il mondo. Proprio come Lore, anche Acufeni spazia tantissimo tra i suoi argomenti, parlando di oscuri episodi di true crime come l’uomo di Somerton (2×02 – Lo sconosciuto sulla spiaggia) a oscuri manufatti misteriosi come il manoscritto Voynich (2×03 – L’erbario impossibile) o il meccanismo di Antikythera (in 3×04 – Nel posto sbagliato), da situazioni in cui i mostri dei romanzi dell’orrore sono diventati fin troppo reali, come nel caso del vampiro di Highgate (1×03 – La città dei morti) ad autentici misteri ancora inspiegabili, come il segnale extraterrestre ribattezzato WOW (7×04 – Pale red WOW!) o il famigerato mostro di Loch Ness (7×03 – Nuotando nel buio). Insomma, ce n’è veramente per soddisfare tutti gli appassionati di misteri, di fatti inspiegabili, di mostri e leggende metropolitane, e soprattutto per chi non si accontenta di accettare il visibile, quello che possiamo percepire con i nostri sensi come l’unica realtà possibile, immaginando invece che il mondo possa essere molto più vasto di quanto sembri a prima vista; alla fine “ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia”.

Al contrario di Bouquet of Madness, Acufeni ha sempre avuto una cadenza molto irregolare e stagioni piuttosto brevi, inizialmente solo di quattro episodi, distribuite solo in determinati momenti dell’anno; come conseguenza, sebbene esista da tre anni, gli episodi non sono moltissimi ed è piuttosto facile mettersi in pari. Solo nell’ultimo periodo il podcast ha assunto e mantenuto un ritmo regolare che non solo ha concesso agli ascoltatori di avere più storie da ascoltare, ma ha permesso anche la fidelizzazione di un nuovo pubblico e garantito ad Acufeni la visibilità che merita. Se già ascolti BoM conosci già la voce della speaker, ma lo stile di narrazione è completamente diverso: se lì il racconto è in parte improvvisato e aperto a discussioni e divagazioni grazie alla presenza di Martina che reagisce alla storia, qui il testo è completamente sceneggiato e letto e se da un lato rende meno spontanea la narrazione dall’altro è fondamentale per permettere a Federica di costruire l’atmosfera necessaria affinché la storia abbia successo.

L’elemento fondamentale di Acufeni è infatti proprio l’atmosfera che crea grazie alla scelta della colonna sonora e, soprattutto, alla voce della speaker. Federica racconta con sicurezza e con una ricerca molto approfondita a dare sostanza ai suoi copioni, che recita con una voce bassa ed evocativa; sebbene qua e là ci siano momenti di ironia per stemperare la tensione, soprattutto quando il racconto raggiunge punti particolarmente paradossali, il ritmo placido e il tono impostato con cui la speaker racconta ti entrano immediatamente sotto la pelle e costruiscono in un attimo un mood che ti rimane nella mente per tutto il tempo dell’ascolto – e a volte anche oltre, quando il racconto ha così successo da portarti a sbirciare dietro la tua spalla per controllare che non ci sia nessuno dietro di te. Acufeni recupera quindi il fascino del mito e delle leggende, dei misteri nascosti tra le pieghe di un mondo che ci illudiamo di conoscere perfettamente quando è molto evidente come esistano ancora diverse zone bianche sulla mappa in cui possono nascondersi i leoni. Con questo podcast Federica ci porta per mano a esplorare proprio quelle zone, i confini di un mondo che forse non è ancora del tutto asfittico, e ci presenta i fatti per come sono, inspiegabili e pieni di domande; sta a noi, poi, decidere se interpretare il Mulder o la Scully della situazione.

Welcome to Night Vale

Mesi fa ti ho parlato di C’è Vita nel Grande Nulla Agricolo?, un podcast italiano che cala il weird, la fantascienza e l’horror nel panorama della bassa romagnola, e in quell’occasione ho accennato al fatto che Johnny Faina, il creatore del podcast, secondo me aveva ascoltato e amato Welcome to Night Vale al punto da prenderne ispirazione – non plagiarlo, i due format sono molto diversi l’uno dall’altro sebbene il genere sia lo stesso. Da quel momento ho ricominciato a pensare a Welcome to Night Vale con una certa nostalgia, dal momento che si tratta del primo podcast che abbia mai ascoltato, diversi anni fa, e alla fine ho deciso di ricominciarlo; attualmente sono all’episodio 90, per cui quasi a metà del podcast – che è ancora in corso: se lo provi e ti piace ce n’è veramente tanto da ascoltare, il rischio di rimanere senza quasi non esiste!

Welcome to Night Vale è nato nel 2012 per opera di Joseph Fink e Jeffrey Cranor, che hanno anche scritto quasi tutti gli episodi, ed è recitato quasi interamente da Cecil Baldwin che, all’interno della serie, interpreta Cecil, il principale speaker radiofonico della fittizia cittadina di Night Vale. Isolata in mezzo al deserto, Night Vale è stata concepita come la città in cui tutte le teorie della cospirazione sono reali: le eminenze grigie governano la città da sempre, le varie polizie segrete sono più interessate a insabbiare qualsiasi cosa accada piuttosto che a tenere al sicuro gli abitanti, i direttori della radio cittadina, creature sinistre e disumane, impongono una ferrea censura sui contenuti che Cecil, il protagonista, accetta con disinvoltura. Oltre a tutto questo, Night Vale è il luogo in cui l’inspiegabile, l’orrore e il weird sono di casa; gli esempi sono davvero infiniti, ma si va dai tramonti che urlano ad abitanti che hanno la forma di oggetti senzienti o membra umane, dai campi di grano immaginario a portali per altre dimensioni che si aprono all’improvviso, da mostruose metamorfosi a orrori Lovecraftiani che diventano la quotidianità.

Nonostante questo breve e limitatissimo elenco degli elementi che si susseguono nel corso delle sue puntate, le trame di Welcome to Night Vale sono sempre molto lente a svilupparsi, al punto da impiegare talvolta mesi, se non proprio anni: la trama sul traffico segreto di casse contenenti i palazzi di una città in miniatura nascosta sotto la sala da bowling di Night Vale è iniziata già al primo anno di trasmissione, e al punto in cui sono arrivato ancora non è stata risolta! Il cast della serie, a questo punto, è ampissimo, con un numero di personaggi davvero incredibile ognuno caratterizzato da una gag ricorrente o da qualche tratto distintivo paradossale o sottilmente soprannaturale, come il drago a cinque teste Hiram McDaniel o The Faceless Old Woman Who Secretly Lives In Your Home (letteralmente un’anziana donna senza volto che vive nelle case di tutti noi); questi personaggi in particolare sono un ottimo esempio di come si può sviluppare una trama nel podcast, dal momento che entrambi sono stati introdotti autonomamente come notizie più o meno secondarie raccontate da Cecil nel corso degli episodi, per poi scatenare una serie di attentati contro il sindaco dopo aver perso l’elezione diventando, in questo modo, protagonisti di una linea di trama principale piuttosto lunga e articolata.

Come per Acufeni, anche qui l’atmosfera è tutto. La voce di Cecil è sempre impostata e suadente, rassicurante eppure sottilmente minacciosa e inquietante allo stesso tempo, e da sola riesce a costruire una sensazione strisciante di pericolo in agguato che rende perfettamente l’idea di cosa dovrebbe essere vivere davvero in un posto come Night Vale. Cecil è sempre imperturbabile, qualsiasi cosa racconti, che si tratti dell’oroscopo o dell’ennesima apocalisse che si abbatte sulla città: tutto è affrontato con l’aplomb di chi non solo è abituato ad affrontare situazioni di questo tipo, ma le considera addirittura la normalità, per cui non c’è mai davvero stupore o meraviglia di fronte alle mostruosità talvolta cosmiche che si presentano in città. Welcome to Night Vale porta Lovecraft nel tuo quartiere, ti mostra come potrebbe essere avere una creatura tipo Cthulu come vicino di casa, e te lo racconta con la naturalezza e l’indifferenza di chi è abituato a questo tipo esperienza; è proprio il contrasto tra l’orrore del contenuto e la noncuranza con cui è raccontato a determinare la cifra comica della serie, che fa del paradosso il suo valore fondamentale.

Come accennavo prima, Welcome to Night Vale è un podcast molto lungo (più di 200 episodi), e alla lunga può diventare difficile tenere il filo dei personaggi ricorrenti e degli intrecci della trama; è dunque una serie che ti richiede molta attenzione e memoria, sebbene Cecil stesso molte volte riproponga dei brevi riassunti nel momento in cui accenna a un personaggio o a una situazione. Allo stesso modo può capitare, dopo un po’, di stancarsi di una serie di questo tipo, per cui il mio consiglio è di non fare un’indigestione di episodi ma di ascoltarne poco per volta. Essendo nato nel 2012, Welcome to Night Vale è uno dei primi esperimenti di narrazione seriale sotto forma di podcast, e forte del suo successo ha saputo creare attorno a sé una casa di produzione (la Night Vale Presents) e una galassia di altri podcast tutti più o meno dello stesso genere ma che non ho ancora ascoltato; lo farò, visto che alcuni titoli sono molto allettanti, ma la scelta è veramente ricchissima e il tempo, purtroppo, sempre talmente limitato!

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Le altre puntate di Binge Listening:

Podcast di true crime

#1: Noble Blood / C’é Vita nel Grande Nulla Agricolo?

#2: Il Dito di Dio / Stories

#3: The Kingcast / SuonA Tipo Bene

5 pensieri riguardo “Binge Listening #4: Acufeni / Welcome to Night Vale

    1. Grande, fammi sapere cosa ne pensi se li ascolti!
      Credo che pur essendo in medium sempre più popolare non sia ancora davvero mainstream; siamo sempre più abituati ad avere dei supporti video, per cui un prodotto in cui sia necessario solo ascoltare credo possa essere percepito come un passo indietro – e in un certo senso lo è: come concetto è molto più vicino alla radio che alla televisione o a internet. Però una volta fatta l’abitudine mi ci sono molto affezionato.

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