MerMay #6: Cortometraggi con le sirene, pt.1

L’idea per questo articolo è nata mentre studiavo per il concorso e ho finalmente approfondito la conoscenza di Osamu Tezuka, il “dio dei manga” e padre dell’animazione giapponese per come la conosciamo oggi. Studiando la sua produzione animata ho scoperto l’esistenza di un cortometraggio con protagonista una sirena, e ho pensato: chissà quanti cortometraggi ci saranno, là fuori, a tema sirene che aspettano solo di essere scoperti. Di seguito, e nella parte 2 che uscirà più avanti, ti parlo di alcuni di questi corti, che puoi trovare liberamente on-line su YouTube o Vimeo – ti lascio il link, così se ti interessa puoi andare a vederli prima di leggere le due parole di commento che metterò per ciascuno. 

Bene, cominciamo e partiamo proprio da…

Ningyo

Diretto da Osamu Tezuka, Ningyo è un film terrificante, che inizia come una dolce fiaba per poi prendere, verso metà, una svolta cupa e violenta che non ti aspetteresti. Il protagonista è un giovane ragazzo che ama sognare ad occhi aperti; un giorno incontra una sirena, ma una volta portata a casa i suoi genitori vedono soltanto un pesce e, siccome nel suo Paese non è consentito pensare liberamente, il ragazzo viene arrestato per essere rieducato. Sebbene i sottotitoli specificassero che nel Paese del ragazzo fosse proibito il libero pensiero, dalla storia raccontata sembra che a essere vietato siano piuttosto l’immaginazione e la fantasia, dal momento che l’obiettivo dello Stato non è imporre un pensiero al ragazzo, ma convincerlo che le sirene non esistono. Poco cambia, comunque: Ningyo, facendosi beffe di qualsiasi aspettativa, mette in scena l’oppressione di una società totalitaria e dittatoriale che ha il potere di entrare nella testa dei suoi cittadini per imporre una visione del mondo, un modo di pensare, a discapito dell’individualità, del valore di ogni singola immaginazione. Si respira inevitabilmente aria di 1984 nel condizionamento che subisce il ragazzo e nel successo che questo, inizialmente, sembra avere, a dimostrazione che il singolo individuo nulla può contro il soverchiante potere di uno Stato totalitario; il finale agrodolce rivendica il diritto all’immaginazione e la libertà che garantisce a chi sa farne uso, sebbene con una scena decisamente ambigua. Lo stile di disegno è essenziale e scarno, con semplici linee geometriche a delineare i personaggi e degli sfondi appena accennati, ma la personalità che il tutto acquisisce grazie all’animazione è quasi una magia a sé stante. 

The Mermaid

Cambiando drasticamente registro, The Mermaid è un breve corto educativo ma con una storia molto simpatica e un’animazione davvero buona. In fondo al mare una sirena si annoia, e vedendo un marinaio cadere fuori bordo fantastica di come potrebbe essere la loro vita insieme; parte all’attacco per realizzare la sua visione, ma il marinaio non riesce a seguirla negli abissi perché indossa un giubbotto di salvataggio. Come esplicitato dalla scritta finale, lo scopo del film è educare all’uso del giubbotto di salvataggio durante la navigazione per evitare di affogare, ma la storia, per quanto semplice, riesce a non rendere il messaggio pedante. Il rapido montaggio di scene in cui la sirena immagina la sua storia d’amore con il marinaio è divertente e i personaggi dimostrano, in pochi secondi, di avere un buon carisma, mentre l’animazione in CGI è molto ben fatta, fluida e ricchissima sia di dettagli che appaiono intorno ai protagonisti sia di effetti visivi come quelli luminosi. 

Sailor’s Delight

Anche questo è simpaticissimo! Negli abissi vive una sirena predatrice di marinai: quando percepisce la presenza di una nave sopra di sé nuota in superficie per adescare gli uomini a bordo, ma le cose non vanno proprio come previsto. L’umorismo, in questo caso, si basa sul disattendere tutte le aspettative che puoi farti nel corso della visione: la sirena è inizialmente presentata come una creatura minacciosa e letale, ma si rivela in realtà più goffa che pericolosa, tutti i suoi piano vengono sventati dagli ignari marinai e anche quando si rendono conto del pericolo ci mettono molto poco a battere la sirena. Il finale si costruisce su un twist che non avevo visto arrivare e risulta molto divertente soprattutto per il modo in cui è costruito e sfrutta i poteri elettrici della sirena trasformandola in una sorta di generatore. Proprio la sirena è l’aspetto più originale del film, qui resa come una creatura seducente ma mostruosa, con lunghi artigli e dei capelli più simili a pinne che a una vera e propria chioma; il fatto che sappia produrre elettricità completa il ritratto di una predatrice pericolosissima, sebbene sia usato più per fini umoristici all’interno del film. 

Mermaid

Non so bene cosa dire di questo corto. L’ambientazione diversa dal solito è un gran punto a favore, ma mi sembra tutto talmente amatoriale da minare qualsiasi impatto possa avere l’idea di fondo e una sirena che, nonostante il trucco non proprio credibile, appare davvero affascinante oltre che bellissima; è soprattutto il missaggio del sonoro a tirarti fuori dal film, con tutti i rumori troppo forti, talvolta non perfettamente sincronizzati e in alcuni casi sbagliati, come il rumore dell’acqua contro il metallo quando dovrebbe andare contro un albero. La sirena, in questo caso, rappresenta un invito a non arrendersi mai, a continuare a cercare, a sognare anche dopo che tutti gli altri si sono arresi, con la certezza che seguendo questa speranza si troverà quello che si ha sempre sognato. Come dicevo, una bella idea, peccato per l’esecuzione non esattamente riuscita. 

The Mermaid

I titoli non aiutano molto a distinguere i film uno dall’altro, ma per fortuna sono abbastanza diversi, soprattutto per tono e atmosfera, da non diventare interscambiabili! E l’atmosfera è proprio l’elemento vincente di questo brevissimo corto horror ambientato su una spiaggia di notte: dopo una notte di bevute, un uomo sente un canto ammaliatore provenire dal mare, ma quando prova a seguirlo scopre una creatura terrificante in agguato. La narrazione in voice over ricorda il racconto che potrebbe fare un vecchio marinaio in una taverna, incoraggiato a ripetere ancora una storia ormai diventata quasi leggenda, mentre l’andamento delle parole richiama quasi la struttura di una poesia in versi sciolti. L’estetica a matita è molto semplice ma incredibilmente azzeccata per portare in vita quello che potrebbe essere – oppure no… – un incubo a occhi aperti. 

Michael, Emmadri, and the Mermaid

Questo è dolcissimo, oserei dire borderline stucchevole. Dopo che l’uragano Michael ha raso al suolo la sua casa, la piccola Emmadri vaga con i genitori alla ricerca di un hotel che li accolga in attesa di come rimettere in piedi la propria vita. Sconvolta da quello che è successo, Emmadri ritrova la serenità grazie alla performer di un hotel che, vestita da sirena, la aiuta a superare il turbamento di quelle ore. In questo caso non si tratta di una vera sirena, ma l’ho incluso comunque visto che il personaggio interpretato dall’attrice è fondamentale per riuscire a rompere la dura scorza che Emmadri ha costruito dopo aver visto la propria casa crollarle addosso e i genitori, sicuramente vinti dallo stress e dalla paura, litigare in continuazione durante le interminabili ore in macchina. La scena tra Emmadri e la sirena è il cuore dell’intero film, e ti ricorda di come a volte basti poco per restituire la speranza a un bambino e dimostrargli che il mondo non gli sta crollando intorno. 

MerMay

6 pensieri riguardo “MerMay #6: Cortometraggi con le sirene, pt.1

  1. adoro il terzo video, quante risate xD
    il penultimo invece il marito che uccide la moglie alla fine?

    cmq mi ricordo su un canale che fa cortometraggi horror di un certo livello che tra i tanti mostri una volta aveva portato anche la sirena; sono tutti sotto i 5 minuti, peccato che nn mi ricordo più il nome del canale YT

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  2. Conosco molto bene il corto sull’opera di Tezuka (io lo adoro e quindi cerco sempre di recuperare tutti i suoi lavori oppure opere tratte dai suoi lavori) e conoscevo anche il corto horror, ma per il resto non ne sapevo niente. Grazie mille per questi consigli interessanti!

    Piace a 1 persona

      1. Tezuka è un grande, di solito viene sempre associato a opere dedicate a un pubblico giovanile (penso perché lo ricordano principalmente per Astroboy), ma in realtà ha scritto tantissime opere mature, profonde e anche violente che mi hanno catturato e sorpreso.

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