Marathon Day: Ralph Spaccatutto (2012)

Rieccoci, finalmente, dopo tanto divagare – e tanto temporeggiare da parte mia, ma non sarei io se non procrastinassi qualsiasi cosa – a riprendere le fila del racconto interrotto alcune settimane fa proprio all’inizio dell’ultimo atto. Gli anni Duemiladieci sono iniziati sotto una buonissima stella grazie al successo di Rapunzel, un film reminiscente dei fasti del Rinascimento e che, di conseguenza, ha portato con sé l’inizio di una nuova età dell’oro tutta da godersi e in cui, tutto sommato, possiamo dire di trovarci ancora adesso (non ho ancora visto Raya e ho cercato di leggere il meno possibile al riguardo, per cui non so nulla su come sia stato accolto; se per caso dovesse essere stato un flop indegno fammelo sapere con tatto e senza spoiler nei commenti, grazie). La formula di Lasseter si dimostra comunque piuttosto sorprendente, dal momento che pare intenzionata a prendere sempre in contropiede gli spettatori proponendo ogni volta qualcosa di completamente diverso da ciò che ci si sarebbe aspettato; ecco allora che alla fiaba sulla principessa segue un ritorno al più classico dei Classici con il secondo capitolo delle avventure di Winnie the Pooh, dopo il quale si cambia completamente genere con Ralph Spaccatutto.

Wreck it Ralph wallpaper | 1920x1080 | #54798

Ralph Spaccatutto incarna, a prima vista, tutto ciò che la Disney non è, per via di uno storytelling che appare più debitore alla tradizione della Pixar che a quella di Topolino, unito a un gusto citazionista tutto post-moderno che non ha precedenti all’interno del canone dei Classici. Esperimenti e tentativi che fanno inevitabilmente storcere il naso ai duri e puri della Disney, ma che non di meno testimoniano la vitalità di uno Studio ancora in grado di esplorare strade nuove, mai battute prima, e di farlo, stavolta, guadagnandosi anche il consenso del pubblico e il plauso della critica. Una differenza sostanziale rispetto al decennio precedente, quando la medesima carica rivoluzionaria era accolta ogni volta a pernacchie; merito sicuramente dei tempi più maturi, certo, ma anche della coerenza stilistica che Lasseter è in grado di dare ai suoi film, capace di trasportare il pubblico ovunque nello spazio e nel tempo facendolo però sempre sentire a casa.

I mondi paralleli.

Il soggetto di quello che sarebbe diventato Ralph Spaccatutto risale alla fine degli anni Ottanta, e il film finito risente ancora di questa genesi ormai lontana nel tempo: la storia si svolge infatti all’interno di una sala giochi, e più precisamente in una serie di videogiochi arcade che, nella forma dei cabinati, hanno vissuto uno dei loro momenti di maggiore popolarità proprio in quel decennio. Se l’ispirazione è istantanea, la lavorazione, però, si trascina a lungo, e il film viene periodicamente ripescato e rimaneggiato un po’, generalmente con un nuovo titolo, per poi essere sistematicamente rimesso in panchina in attesa di tempi migliori che sembrano non dover arrivare mai; o almeno, fino all’interessamento di John Lasseter.

Ho già parlato in lungo e in largo di quanto sia stato fondamentale Lasseter per la rinascita della Disney, ma questo discorso vale doppio per Ralph Spaccatutto, un film che risente in modo massiccio del lavoro che il produttore esecutivo aveva svolto alla Pixar. I due studi d’animazione, molto spesso paragonati e accomunati tra loro, hanno in realtà due poetiche molto diverse che, naturalmente, hanno dato vita a film profondamente differenti, tanto da avere uno stile Disney, più fiabesco con storie di magia in senso lato e ambientate tanto tempo fa in un paese lontano lontano, e uno stile Pixar, molto meno astratto e ambientato generalmente nel nostro mondo, nella nostra epoca, messo in risalto dalla prospettiva inedita di oggetti inanimati, animali o concetti astratti. Toy Story era stato un autentico manifesto, in questo senso, proponendo un fantastico che all’ambientazione imprecisata e fantasy di stampo disneyano ne contrapponesse uno nascosto ai nostri occhi ma ben presente nella nostra vita di tutti i giorni: il mondo dei giocattoli si configura come una società parallela alla nostra, un mondo con le sue regole e le sue leggi in grado di affiancarsi a quello degli umani. Lo stesso meccanismo è stato poi ripetuto in tutti i film successivi della Pixar, costruendo mondi via via sempre più complessi e fantasiosi con gli insetti, i mostri, i pesci, le automobili e così via fino a immaginare una realtà parallela addirittura all’interno delle nostre teste.

HD wallpaper: Movie, Wreck-It Ralph, Vanellope von Schweetz | Wallpaper  Flare

Ralph Spaccatutto si basa esattamente su questo principio, la creazione di un mondo parallelo al nostro che esiste in autonomia all’interno dei videogiochi e popolato dai personaggi che comandiamo inserendo un gettone nel cabinato. Il worldbuilding è particolarmente elaborato e complesso, dal momento che, come in Toy Story, si è dovuta cercare una giustificazione alla natura senziente ma docile ai comandi umani dei protagonisti; ecco allora spiegare come i personaggi dei videogiochi siano perfettamente consapevoli di dove si trovano e vivano come un mestiere la loro situazione, perdendo parzialmente l’uso del loro corpo nel momento in cui la partita inizia, mentre le rispettive backstory, che loro sanno perfettamente essere fittizie, ne condizionano la personalità, i comportamenti e le abilità. La società dei personaggi dei videogiochi è poi ancora più vasta e larga di quanto si potrebbe immaginare, dal momento che ogni mondo è interconnesso con gli altri a creare un universo immaginario potenzialmente infinito, e del quale, nel film, capiamo averne visto solo una minima parte.

A guidarci in questo universo così gigantesco sono i personaggi, in grado di dare coerenza, con i loro archi narrativi di evoluzione, a una trama che pare talvolta inciampare nello suo stesso sviluppo. Il film inizia buttandoci subito nel cuore del problema presentandoci il protagonista, Ralph, il villain del gioco Fix-It Felix Jr., ostracizzato, insieme agli altri cattivi dei videogiochi, proprio a causa del ruolo che ricopre. Il desiderio di Ralph di dimostrare di essere qualcosa in più di uno che distrugge le cose è il motore che dà il via sia al viaggio di esplorazione dell’universo sia al racconto vero e proprio, che procede spedito fino al suo arrivo a Sugar Rush, dove inaspettatamente… si blocca. L’incontro tra Ralph e Vanellope, il glitch che pare infestare Sugar Rush, impone una pausa forzata alla sceneggiatura, e il film è come se si riavviasse appesantito però da un motore che sembra quasi ingolfato; a fatica, comunque, Raph Spaccatutto riesce a uscire molto bene dall’impasse e dirigersi a tutta birra verso il suo climax, guidato da una coppia di protagonisti carismatici e dotati di una chimica eccezionale. Ralph e Vanellope sono due outsider, il primo a causa del ruolo che ricopre all’interno del gioco e la seconda per essere un errore di programmazione, un’anomalia che non dovrebbe esistere.

Wreck-It Ralph Movie HD Desktop Wallpapers 04 Preview | 10wallpaper.com

I due personaggi si rispecchiano l’uno nell’altra, e sebbene il loro percorso appaia quantomai lineare e convenzionale – con alcune chiare ispirazioni tratte anche da Shrek, a dimostrare l’ecletticità di influenze messe a frutto in questo film – quello che rimane è il profondo senso di solidarietà che si viene a creare tra due personaggi che non sanno più, esattamente, chi sono e quale sia il proprio posto. Infine, è sempre stato molto sottovalutato il ruolo che gioca Vanellope nella rappresentazione di una bambina disabile: il glitch che la porta a teletrasportarsi disordinatamente e senza preavviso la rende diversa dagli altri personaggi di Sugar Rush e le preclude la possibilità di avere una vita normale. Solo dopo aver imparato a conoscersi più profondamente Vanellope è in grado di vivere il glitch non solo come un handicap, ma anche come un’opportunità, un punto di forza che le permette di vincere la gara e diventare una versione più completa e matura di sé, simboleggiato dal suo ritorno al ruolo di principessa di Sugar Rush. Una piccola sottotrama spesso ignorata a trascurata ma fondamentale nel percorso di rappresentazione e inclusività messo in atto oggi dal cinema, e importantissima per offrire a molti bambini un modello in cui potrebbero riconoscersi.

A 8 bit.

Rapunzel aveva segnato il punto di svolta nell’evoluzione della Disney alle prese con l’animazione digitale: dopo una serie di esperimenti usciti un po’ sì e un po’ no, il film del 2010 aveva definito una volta per tutte quello che sarebbe stato lo standard grafico dei Classici Disney, uno stile pittorico che rifiuta il fotorealismo a tutti i costi a favore di un approccio più astratto che idealizzi i mondi fantastici in cui i personaggi si muovono anche a costo di barare nel disegno. Una posizione che non solo distingue i film firmati Walt Disney dal resto del panorama digitale di questi anni, ma che lo ricollega direttamente alla lunga tradizione artistica su cui lo Studio ha sempre potuto contare: la grafica in CGI della Disney degli anni Duemiladieci appare così come una naturale evoluzione del disegno a olio che aveva stregato gli spettatori di Biancaneve e i Sette Nani nel 1937, mutando il supporto ma mantenendo saldo il concetto alla base del lavoro, cioè far sognare lo spettatore.

Wreck It Ralph — Chris Gallagher

Tutto questo, per forza di cose, non trova molto spazio in Ralph Spaccatutto, costretto a scendere a compromessi con la natura stilizzata dei suoi personaggi. Dal momento che nel film si mischiano universi videoludici completamente diversi tra loro, questo melting pot si realizza anche sul piano grafico con un tripudio di stili tra i più disparati a rispecchiare l’infinita multiformità del mondo dei videogiochi; si passa quindi dai personaggi realizzati a partire da semplici forme geometriche, creature in 8 e 16 bit, per arrivare poi ai design più moderni ed elaborati, come quello del Sergente Calhoun, protagonista dello sparatutto in prima persona Hero’s Duty, tra l’altro l’unico mondo, tra quelli esplorati, a poter portare avanti il percorso stilistico iniziato con Rapunzel grazie alla sua natura tridimensionale e caratterizzata da un gusto horror che, nelle mani degli artisti disneyani, assume il sapore di un fantasy particolarmente sinistro.

Ma i veri protagonisti del film sono Ralph, Felix e Vanellope. I primi due sono ispirati direttamente dai personaggi dei videogiochi anni Ottanta come Mario e Donkey Kong, dei quali recuperano lo stile semplice e pulito, tipicamente cartoonesco; pregevole, inoltre, il modo in cui entrambi i personaggi si adattino alla perfezione sia alla grafica 8 bit del loro gioco sia a quella tridimensionale della realtà in cui vivono restando sempre perfettamente riconoscibili ed espressivi. Completamente diversa è poi Vanellope, caratterizzata da uno stile kawaii e quasi super-deformed di stampo tipicamente giapponese che definisce l’intero mondo del gioco. A questo proposito non si può non parlare del villain, Re Candito, un personaggio che spicca immediatamente per il suo essere fuori posto all’interno del gioco che governa: se Sugar Rush deve la sua grafica al mondo anime, Re Candito recupera invece il design del Cappellaio Matto in un omaggio esplicito sia al personaggio sia all’attore che l’ha interpretato all’epoca di Alice nel Paese delle Meraviglie, Ed Wynn. La scelta di staccare così tanto il personaggio dall’universo in cui è inserito è un indizio molto evidente della sua vera natura di impostore, anticipando non solo la rivelazione del suo ruolo da antagonista ma anche quella sulla sua vera identità.

Pin by Hannah Wade on That's entertainment | Wreck it ralph, Sugar rush, Wreck  it ralph movie

A fare da contorno e a popolare il mondo di Ralph Spaccatutto si trova poi l’infinita schiera di personaggi non originali tratti da videogiochi esistenti. Il film è un tripudio di citazioni rivolte ai fan dell’intrattenimento videoludico grazie a una sequenza inesauribile di camei e piccole gag che strizzano l’occhio ai giocatori di tutte le età – sebbene siano privilegiati gli ex bambini degli anni Ottanta. Gli autori si sono proposti fin dall’inizio di inserire quanti più personaggi possibile, cominciando subito la lunga questua per ottenerne i diritti dalle vare case produttrici, per la verità tutte piuttosto felici di concederli; a questo proposito, la Nintendo non solo accettò di vendere alla Disney i diritti su Bowser, ma cercò anche di comprare un cameo per Mario, il quale però venne alla fine tagliato dal film.

Un’altra partita?

Dire che l’annuncio di Ralph Spaccatutto è stato accolto con perplessità sarebbe un eufemismo, sempre a causa dei soliti pregiudizi che accompagnano ogni film Disney alla ricerca di una strada nuova; il suo peccato capitale, per farla breve, era di non essere un film fiabesco con la principessa di turno – sebbene alla fine sarebbe stato chiaro che la principessa c’era eccome, solo camuffata. Ancora una volta gli autoproclamati fan duri e puri della Disney si sono dimostrati i più accaniti nemici dello Studio, criticando qualsiasi cosa si allontanasse troppo dallo stereotipo disneyano: l’ambientazione tecnologica, la trama avventurosa, il riconoscimento di un valore artistico a un mondo, quello dei videogiochi, tanto amato da alcuni quanto bistrattato da altri a causa di una conoscenza solo superficiale del suo linguaggio e delle sue regole. Tutto sembrava fatto apposta per mandare in bestia il fan estremista Disney, e la ricetta sembrava preludere al disastro; che fortunatamente non avviene.

Buy Wreck-It Ralph - Microsoft Store en-NZ

Ralph Spaccatutto è infatti un folgorante successo di critica e di pubblico, concordi nel lodare le qualità di un film dallo storytelling sicuramente atipico ma dallo spirito genuinamente disneyano arricchito da quel tanto di effetto nostalgia dovuto ai personaggi dei videogiochi che sempre fa presa sul pubblico, portato a ripensarsi immerso nella gloria della propria infanzia. Con questo film, la Disney riesce ad allargare ancora di più i confini del proprio immaginario, piegando alle proprie regole anche un territorio che fino a quel momento gli appariva completamente alieno e incompatibile. Le proporzioni dell’universo messo in piedi sono tali da far subito invocare un sequel, prontamente messo in cantiere e destinato a essere sviluppato in tempi record: Ralph Spacca Internet uscirà nel nel 2018, ma l’ambientazione si sposterà molto al di fuori della sala giochi e nonostante alcune pregevoli sequenze mancherà la freschezza e l’originalità di questo primo capitolo. Per il momento, comunque, la Disney si gode il proseguimento della fase ascendente di questa nuova parabola che sta vivendo, destinata a trovare il suo culmine l’anno successivo con il più grande successo nella storia del cinema d’animazione.

Marathon Day

8 pensieri riguardo “Marathon Day: Ralph Spaccatutto (2012)

  1. Purtroppo capita spesso che una sceneggiatura promettente entri nel cosiddetto development hell, e quindi che passino anni (talvolta perfino decenni) prima che diventi un film. Probabilmente i 2 esempi più recenti sono Silence (rimasto nel limbo per 19 anni, ma ne è valsa proprio la pena!) e House of Gucci, per il quale sono appena terminate le riprese (ma prima di farle iniziare Ridley Scott ha dovuto battagliare per più di 10 anni). Il fatto che perfino dei registi come lui e Scorsese incappino in disavventure di questo tipo ti fa capire quanto sia difficile arrivare a fare un film. Ti vengono in mente altri esempi di development hell?

    Piace a 1 persona

    1. Purtroppo effettivamente capita che un film venga iniziato in un periodo poco favorevole per un miliardo di motivi e si debba attendere un sacco per avere qualcuno in grado di portarlo a destinazione; in questa rubrica lo abbiamo già visto succedere un sacco di volte, e la settimana prossima vedremo Frozen uscire da un development hell durato più di cinquant’anni!

      Sono andato a indagare perchè su due piedi non mi veniva in mente nulla, e ho trovato ovviamente L’uomo che uccide Don Chisciotte: Terry Gilliam ha lottato con le unghie e con i denti per farlo, ed è un peccato cje sia stato un colossale flop. Ho anche scoperto che Mad Max: Fury Road ha impiegato un sacco di tempo a entrare in produzione, non ne avevo idea e me lo fa amare ancora di più!

      "Mi piace"

      1. Aggiungiamoci anche il sequel di Spawn: poco prima della pandemia Todd McFarlane (che lavora al film addirittura dal 1998, fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Spawn_(film)#Sequel) aveva già ingaggiato ufficialmente entrambi gli attori principali (e che attori: Jamie Foxx e Jeremy Renner), ma forse il covid ha fatto saltare tutto per l’ennesima volta. Grazie per la risposta! 🙂

        "Mi piace"

  2. Ralph Spaccatutto e il sequel sono diventati classici a casa mia, i bambini ne vanno matti. In effetti sono davvero divertenti (il secondo, come dici tu, non è altrettanto efficace ma resta divertente) e ben fatti, un tripudio di citazioni e di bei ricordi, divertenti per grandi e piccini! Adoro l’idea di scegliere come protagonista un personaggio a tutti gli effetti bidimensionale, che sembra condannato ad essere per sempre il cattivo senza ragione e senza cattiveria, e di mostrare la sua evoluzione nel tempo e nel confronto con Vanellope, un’altra emarginata. Come dici tu, messaggi importantissimi per bambini (e non solo). Hai fatto delle riflessioni bellissime, complimenti!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie mille, mi riempi sempre di complimenti, sono contento che l’articolo ti sia piaciuto!
      Ralph Spaccatutto è stato una sorpresa un po’ per tutti, e la dimostrazione che sanno scrivere un film anche senza prendere in prestito storie già esistenti; è una cosa che secondo me dovrebbero provare a fare più spesso.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...