Oscar 2020: Star Wars: Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker

Come ti annunciavo stamattina nel post dedicato ai Migliori film d’animazione, oggi doppio appuntamento per cercare di recuperare un po’ del ritardo che ho accumulato; se non altro colgo l’occasione per parlare di un film del quale, altrimenti, avrei preferito non scrivere nulla. Star Wars: Episodio XI – L’Ascesa di Skywalker è riuscito nell’impresa di riunire un fandom piuttosto diviso e mettere tutti d’accordo nel dire che fa schifo; un traguardo discutibile, ma pur sempre un traguardo, ed è bello vedere tanta gente che finalmente va d’accordo dopo essersi scannata per due anni su quel famigerato Episodio VIII che, secondo me, aveva trovato degli ottimi spunti da poter sviluppare. Ma la lunga mano di J. J. Abrams si fa sentire e cerca di cancellare tutto il lavoro di Rian Johnson, concludendo una trilogia che, così, appare monca di un pezzo fondamentale.

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Il film riparte con un mostruoso colpo di scena: l’imperatore Palpatine è ancora vivo, e fa sentire la sua minaccia in tutto l’universo dal misterioso pianeta Exegol, patria dei Sith; proprio su Exegol arriva Kylo Ren per eliminare ogni minaccia al suo potere, ma l’imperatore lo asservisce facilmente al suo volere. Nel frattempo Rey sta ultimando il suo addestramento da Jedi seguendo gli insegnamenti di Leia, e si prepara ad affrontare nuovamente Kylo Ren e distruggere una volta per tutte il Primo Ordine.

I problemi di questo film sono tanti e tali che non so nemmeno bene da dove cominciare. La sceneggiatura è un pasticcio sotto tutti i punti di vista, a partire dal soggetto e arrivando ai singoli dialoghi. Non avere avuto un’unica mano e un’unica mente al lavoro ha negato a questa trilogia la coerenza che ha caratterizzato le precedenti, così che ogni capitolo si leghi molto maldestramente agli altri; sembra che invece di sviluppare un progetto coerente si sia tirato a campare mettendo frettolosamente delle pezze qua e là in attesa di capire cosa fare della storia, finché la storia, fatalmente, è finita. Proprio questa è l’impressione che mi ha dato il ritorno dell’imperatore Palpatine, un colpo di scena improbabile e inverosimile che ha anche il difetto di annullare la forza centrifuga che la storia stava iniziando ad avere: Episodio VIII aveva aperto alla possibilità che chiunque potesse essere un Jedi, coerentemente col fatto che la Forza sia un’energia che scorre in tutti i viventi, e che quindi tutti potessero essere eroi, mentre Episodio IX fa marcia indietro e riporta tutto sul piano della saga famigliare, dell’importanza fondamentale del nome e del sangue nello stabilire la tua identità. Mi piaceva che Rey fosse figlia di nessuno, un’eroina qualunque con nulla di speciale se non la determinazione a lottare per Bene, e mi è dispiaciuto che anche lei sia dovuta rientrare nell’articolato albero genealogico dei protagonisti; in questo modo, sembra volerci dire il film, solo uno Skywalker può essere un eroe, in quanto predestinato, ed è una svolta che mi ha deluso molto.

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Al di là di questo, però, la trama di Episodio IX fa acqua da tutte le parti. Si potrebbe analizzare la storia scena per scena per trovare tutto quello che non va, ma si tratterebbe di un esercizio fine a sé stesso, per quanto divertente. È ridicola, è raffazzonata, scritta usando espedienti assurdi per obbligare a procedere una storia che ha ben poco da dire. I personaggi sono schizofrenici, cambiano idea letteralmente ogni cinque minuti, a partire dal voltafaccia di Ren nella prima scena: arrivato su Exegol per uccidere l’imperatore, si mette al suo servizio dopo che questo, semplicemente, glielo chiede gentilmente. Il ritmo è folle, come se la velocità potesse nascondere l’assurdità degli snodi narrativi a cui ci viene chiesto di credere, come il fatto che il relitto della Morte Nera sia rimasto immobile per trent’anni in un mare in tempesta o che di mappe per Exegol nel siano state costruite, molto convenientemente, due. Ho letto moltissime critiche soffermarsi sui dialoghi orribili, ma trovo ancora più grave costruire una storia in questo modo: un brutto dialogo si può perdonare, una trama scritta con tale superficialità è davvero un insulto sia per lo spettatore occasionale come il sottoscritto sia per il fan di lunga data che sperava di vedere la conclusione di una storia durata quarant’anni e si è trovato di fronte a un pasticcio incredibile. Perfino il registro del film non sa risolversi su quale tono adottare, se il comico o il tragico. I dialoghi ricercano una leggerezza non nuova per Star Wars, ma che stona con la drammaticità della storia; ogni momento di tensione, di tragedia, inoltre, viene continuamente disinnescato: Chewbacca? Sta bene, era su un’altra nave (quale? Partita da dove? Arrivata quando?). C-3PO? Sta bene, R2-D2 aveva, guarda caso, un back-up completo della sua memoria da caricargli. Di nuovo, è stupido, è offensivo, non tanto perché tutti si salvino, ma perché siamo continuamente ingannati e portati a credere qualcosa che viene immediatamente smentito.

Visivamente è molto bello, certo, ma a questo punto della tecnologia cinematografica non è nemmeno più una sorpresa. I pianeti sono molto belli, combattimenti con la spada laser molto ben coreografati, e uno in particolare, quello in mezzo al mare in tempesta, è molto bello da vedere, ma non può questo, da solo, risollevare le sorti di un film nato male e realizzato ancora peggio. Purtroppo al netto degli stupendi effetti speciali, Episodio IX è, insieme a tutta la trilogia sequel, un esperimento narrativo fallimentare, un buco nell’acqua che dimostra come no bastino manciate di quattrini per fare un buon film se manca una storia solida e una visione d’insieme alle spalle, cose che la trilogia prequel, pur con tutti i suoi difetti, al contrario aveva. Il film rientra agli Oscar per Migliori effetti visivi, Miglior colonna sonora e Miglior montaggio sonoro; come dico sempre, io con il reparto audio ho pochissima dimestichezza, le musiche mi restano raramente impresse se non le ascolto più e più volte, ma credo che anche in nessuna di queste categoria Episodio IX sia in qualche modo memorabile.

Oscar 2020

6 pensieri riguardo “Oscar 2020: Star Wars: Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker

  1. La mia opinione puramente personale è che SW abbia sempre avuto storie con poco senso e sceneggiature raffazzonate e scarsamente credibili. Questo film accentua solo caratteristiche intrinseche alla saga, da vedere per ambientazioni e tono epico, ma da cui non pretendere alcuna logica. Forse per questo preconcetto l’episodio IX mi ha lasciato abbastanza indifferente e non mi ha completamente schifato.

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    1. Io sono sempre stato un fan molto tiepido di Star Wars, per cui li ho sempre visti con piacere ma non ne sono un appassionato; vedere lo scempio di Episodio IX mi ha dato fastidio come ogni volta che vedo una storia fatta male o da cui mi sento preso in giro, ma non ne ho fatto una questione personale come alcuni fan.
      Sono d’accordo con quello che dici all’inizio, ma la trilogia prequel, secondo me, ancora si reggeva in piedi, al contrario di questa. Poi sono d’accordo che non sia mai stato, nemmeno all’inizio un capolavoro di sceneggiatura.
      Star Wars ha solo avuto la fortuna di creare intorno a sé un mito di dimensioni spropositate che va ben al di là del valore dei singoli film, che per me sono sempre stati molto sopravvalutati (ma non diciamolo troppo in giro che per cose come questa potrebbero tagliarmi la gola).

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