Cosa significa essere un blogger oggi? [TAG]

In questo periodo un po’ frenetico faccio fatica ad aggiornare regolarmente il blog, al punto che sembra sia tenuto in piedi unicamente dal Marathon Day, l’unico appuntamento che mi sono ripromesso di non saltare mai riuscendo, per ora, nell’intento (l’ultimo è uscito nel pomeriggio invece che al mattino, ma va bé). Capita quindi a fagiolo il tag ricevuto da Sam Simon del blog vengonofuoridallefottutepareti, e siccome si tratta di cose che mi divertono sempre ho deciso di partecipare subito prima di lasciar passare troppo tempo, dimenticarmene e farlo invecchiare troppo.

Un Tag che, per una volta, non tratta dei soliti argomenti di cui scrivo ma dell’attività di blogger, di come è iniziata e cosa si cela dietro le quinte dei post che leggiamo tutti i giorni su questa piattaforma. Alcune domande sono molto stimolanti, e visto che non vedo l’ora di rispondere direi di cominciare subito!

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aprire un blog?

Ho aperto Chest of Tales il primo settembre 2016. Avevo passati tutta l’estate a pensarci e ripensarci, poi alla fine, come quasi tutto quello che faccio, ho agito di impulso e mi sono buttato; non sapevo nulla di blogging, e, sempre come in tutto quello che faccio, ho cominciato improvvisando, e posso dire che sia andata bene. In realtà non avevo alcun motivo particolare per cominciare a scrivere e pubblicare; scrivevo già brevi recensioni di film e serie tv su facebook, per cui alla fine il salto è stato abbastanza naturale. Diciamo che ho cominciato più che altro per trovarmi un hobby  in un momento in cui avevo davvero troppo tempo libero che non sapevo come impiegare, per cui ho optato per qualcosa di costruttivo!

Come nasce l’idea dietro ai tuoi post?

Siccome per lo più parlo di libri, film e serie tv il percorso è piuttosto semplice: vedo/leggo qualcosa che mi piace, ne parlo sul blog. Difficilmente scrivo di qualcosa che non mi sia piaciuto, in genere preferisco lasciar perdere a meno che non si tratti di qualcosa di molto atteso o importante.

Altro discorso vale per gli speciali. L’Oscar Marathon e il Marathon Day (di recente nascita) si occupano di trattare tutte le opere legate da una caratteristica comune, mentre per Halloween e Natale cerco sempre qualcosa di particolare che possa adattarsi alla celebrazione della festa. Quest’anno i post sul Natale avranno la forma di un countdown per capodanno, e anche se devo ancora iniziare a scrivere ho già tutto programmato e non vedo l’ora!

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

In genere scrivo su word e poi copio-incollo su WordPress per impaginare. So che può sembrare macchinoso o inutile lavorare su due programmi diversi per un unico articolo, ma mi piace tenere un “archivio” sull’hard disk con tutto quello che ho scritto. Una volta incollato il testo, poi, procedo a mettere le immagini, eventuali link e a giocare un po’ con i colori e le titolazioni, tutte cose che rendono l’articolo più accattivante e  ho imparato a fare nel tempo.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Eh. Purtroppo impiego sempre un sacco di tempo a scrivere, soprattutto perché sono un perfezionista: scrivo, cancello, torno indietro, correggo, rileggo, sposto pezzi, eccetera. Insomma, non se ne esce mai! In genere ho sempre degli appunti che uso come traccia, ma nella stesura del testo non mi aiutano a velocizzare la scrittura. Questo è essenzialmente il motivo delle uscite così irregolari degli articoli, perché soprattutto adesso faccio fatica a incastrare il blogging in un tempo libero sempre più scarso e che non ho sempre voglia di passare al computer. In genere quindi finisco per scrivere alla sera prima di andare a dormire, con una perenne ansia da scadenza autoimposta addosso!

Qual’è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

Personalmente uso i social unicamente per lo scopo per cui sono nati, ossia farsi gli affari degli altri. Sono su Facebook e Instagram, ma aggiorno entrambi in modo molto irregolare e saltuario, e senza mai scrivere nulla di particolarmente personale. Per quanto riguarda il blogging, al momento della sua nascita gli era abbinata una pagina Facebook, che però non sono mai riuscito a gestire come si deve: rischiava di diventare un lavoro nel lavoro, e siccome preferivo impiegare il mio tempo a scrivere piuttosto che a creare post e meme da mettere in pagina ho deciso di mollarla e lasciarla morire. Da settembre ho aperto un profilo Twitter del blog, ma è valso lo stesso discorso di cui sopra. Evidentemente non sono una bestia da social, o almeno non abbastanza da ricavarci un profitto, economico o di visualizzazioni.

Vedi questa “crisi” del blogging in prima persona, al punto da aver avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui social?

Non sento troppo questa “crisi”, anche se mi rendo conto che il blogging possa richiedere un impegno e un’attenzione, sia come autore che come lettore, che non sempre oggi mi sembra essere disposti a dare. Si dice sempre che oggi vince la velocità, la brevità, la sintesi sopra la compiutezza, la frase a effetto contro il paragrafo di argomentazioni; è un modo di scrivere che non mi attira e che non penso nemmeno di essere capace di usare, per cui non ho interesse a trasferirmi su social in cui dovrei contare i caratteri di un testo. Se mi segui, sai bene che la sintesi non è il mio forte!

In verità, però, ho scoperto nel blogging una comunità meravigliosa, vasta ma poi nemmeno così tanto come potrebbe sembrare a prima vista. E’ vero che i blog sono tantissimi, ma le persone con cui si interagisce sono sempre le stesse, alla fin fine, le stesse che sorprendi poi a commentare anche i post di autori che pensavi di aver appena scoperto. Si crea un’ambiente molto accogliente, secondo me, una specie di bar molto affollato ma in cui conosci tutti e puoi scambiare due chiacchiere con chiunque. Soprattutto, al contrario dei social, mi sembra che su WordPress ci sia molto più rispetto e capacità di dialogo; non mi è ancora capitato di ricevere o leggere insulti nei commenti ai vari post, cosa che invece su Facebook, ad esempio, è diventata la norma.

Ecco fatto, spero che ti abbia divertito o interessato leggere queste risposte e che deciderai di portare avanti questo piccolo Tag-confessione. Intanto, ecco alcune nomination esplicite di blogger che vorrei partecipassero:

6 pensieri riguardo “Cosa significa essere un blogger oggi? [TAG]

  1. Mi è piaciuto tutto l’articolo, ma la parte più interessante è sicuramente quella riguardo alla crisi del blogging. Diciamo che ormai il concetto di blog si è trasferito sui social, in particolare Instagram.
    Ci sono una marea di account con la categoria “blog personale” solitamente di “modelli” e “modelle” che non hanno niente a che vedere con un blog.
    Solamente che con una foto arrivano a 1000 mi piace, quelli che noi facciamo in un anno 😂

    Piace a 1 persona

  2. Raccolgo con un po’ di ritardo il tuo invito, perché dicembre è un mese veramente incasinato, e questo lo è stato probabilmente più di altri.
    Rispondo qui di seguito alle domande dopo che la scorsa settimana ho letto con piacere le tue risposte.
    Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aprire un blog?
    La passione per il cinema e la volontà di condividerla con altre persone che avrebbero partecipato al progetto, tra cui… tu. Trovo che sia bello condividere uno spazio con altre persone che hanno gli stessi interessi e creare un qualcosa di collettivo. Di solito i blog sono personali e io ne ho avuti un paio. Però mi piace anche questa esperienza della collettività nel riempire di contenuti un blog.
    Come nasce l’idea dietro ai tuoi post?
    Facile, guardando un film che mi faccia venire voglia di scriverci su. O forse non è così facile. Infatti fino a qualche anno fa avevo la mania ossessivo-compulsiva di scrivere qualcosa di qualunque film guardassi, anche solo qualche riga. Oggi faccio diversamente e scrivo soltanto di quei film che mi lasciano la voglia di parlarne. Forse è meglio così, salvo poi pentirsi di non aver scritto qualcosa di un determinato film, a distanza di tempo 😀
    Quali mezzi utilizzi per il blogging?
    Computer e word per scrivere gli articoli e pubblicarli. Per leggere, commentare e seguire gli altri blog invece uso lo smartphone molto più che il computer.
    Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?
    Sarò banale ma… dipende. Ci sono articoli che ho scritto in venti minuti, altri che ho scritto nel corso di interi mesi! Il problema è che più la tiri per le lunghe e più vorresti ancora starci sopra, ad ogni post. Quindi in certi casi meglio darsi delle scadenze e chiudere le cose, ad un certo punto.
    Per la seconda domanda: è sempre più difficile, soprattutto quando crescono gli impegni lavorativi. Eppure riesco a ritagliarmi il mio tempo, soprattutto la sera tardi, perché io vado a dormire mooolto tardi. 😀
    Qual’è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?
    Come sai, l’esperienza non è stata molto positiva. Del resto da sempre sono molto poco social. Però quel poco di esperienza mi ha fatto capire che difficilmente ci possono essere interazioni concrete. Esempio: chi si iscrive a Twitter vuole leggere cose brevi. Un link a un post di un blog potrà catturare qualche click in più ma poi voglio vedere se chi arriva da twitter ed è abituato a giudizi lapidari in pochi caratteri si legge tutto un articolo di un blog. Facebook invece non lo conosco e non posso giudicare.
    Vedi questa “crisi” del blogging in prima persona, al punto da aver avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui social?
    Se la blogosfera è in crisi in fondo non mi interessa e di sicuro non andrò per questo motivo sui social. E tra l’altro non ho idea se sia realmente in crisi. Anche il teatro andò in crisi quando arrivò il cinema, ma non è sparito. Si è semplicemente ritagliato una nicchia affezionata di pubblico. E quando lo streaming inizierà a far chiudere qualche cinema – perché succederà – di certo non sparirà l’esperienza della visione su grande schermo. Insomma, ogni medium ha il suo spazio.

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    1. Grazie per aver condiviso le tue risposte! So bene quanto possa essere incasinato un mese e quanta fatica si possa fare per incastrare anche una semplice risposta: in 15 giorni ho pubblicato solo quattro articoli, ormai vedo volare le settimane senza che riesca a scrivere niente o quasi! Spero con l’anno nuovo di rimettermi un po’ in carreggiata

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  3. Grazie per aver condiviso le tue risposte! So bene quanto possa essere incasinato un mese e quanta fatica si possa fare per incastrare anche una semplice risposta: in 15 giorni ho pubblicato solo quattro articoli, ormai vedo volare le settimane senza che riesca a scrivere niente o quasi! Spero con l’anno nuovo di rimettermi un po’ in carreggiata,

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