David di Donatello 2019: i postumi

Partiamo dai numeri che mi piacciono, giusto per tirarmela un secondo: alla fine ho indovinato ben 10 premi sui 23 in concorso, lo stesso numero degli Oscar di Febbraio. Non che sia stato particolarmente difficile, sia chiaro: sono partito pensando che avrebbe dovuto vincere tutto Dogman,  e dal momento che ieri sera è stato effettivamente così i miei pronostici si sono avverati quasi tutti. Fa eccezione vistosa il Miglior film, che avevo dato a Chiamami Col Tuo Nome in preda a un moto di affetto e amore incondizionato, ma che è stato (giustamente? non saprei, mi sono piaciuto entrambi da impazzire) surclassato dal capolavoro di Garrone.

Un film che, a conti fatti, ha fatto la parte dell’asso pigliatutto portandosi a casa tutto quello che non era saldamente fissato al pavimento con nove premi strameritati, sia nelle categorie artistiche che tecniche; fa sorridere la sorpresa, quasi, di Garrone, che ammette di aver girato Dogman tanto per tenersi occupato in attesa di lavorare su Pinocchio e si ritrova invece tra le mani uno dei migliori film italiani del 2018.

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Non che la competizione fosse agguerrita, sia chiaro; come dicevo nel post sulle previsioni, la selezione è stata sconfortante, e anche i vincitori sono stati sempre i soliti tre-quattro film: Dogman, Sulla Mia Pelle (tra cui il Miglior regista esordiente e Miglior attore protagonista), Capri – Revolution (che mannaggia non sono riuscito a vedere), e Loro. Gli altri hanno fatto brevi comparsate, degli intermezzi per fa riprendere fiato a Garrone e soci in quella che era diventata una sessione di step su e giù dal palco.

Se sui premi sono, tutto sommato, molto d’accordo con i vincitori, anche quelli che non ho indovinato, sulla serata in sé mi sento molto più polemico. La conduzione di Carlo Conti è stata squallida come poche ne ho viste, risultando in una serata anonima e, alla lunga, anche piuttosto noiosa. E’ stato simpatico il siparietto di Brignano, ma lo sketch dei comici a metà serata è risultato davvero superfluo e quasi fuori contesto in una platea che, prevedibilmente, non ha risposto con alcun calore. Le interviste agli ospiti sono state imbarazzanti, con le stesse domande trite e ritrite che si sentono porre ad ogni più becera intervista, dimostrando il livello di conoscenza e agio che ha Conti nel muoversi all’interno dell’argomento cinema. Inoltre è stato concesso davvero troppo, troppo tempo a Muccino e al suo film, peraltro brutto, vincitore del nuovo David dello spettatore; un momento che sembrava non dovesse finire mai, al punto che perfino Stefania Sandrelli, a un certo punto, si è stufata e ha interrotto il logorroico Muccino per tagliare corto e togliersi dai piedi. A nome di tutti, grazie!

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Davvero uno spettacolo pietoso, che grida pietà e implora una mano diversa (più giovane?) che guidi la cerimonia l’anno prossimo. Per tacere, poi, del fatto che si sia sacrificato tutto il red carpet per mandare in onda Amadeus; sia mai che le nonnine dello Stivale si perdano la loro dose quotidiana di Amadeus! Dio quanto riusciamo ad essere provinciali, certe volte.

Ed ecco, non credo di avere altro da dire. Cerimonia dimenticabile ma premi molto meritati, per quanto prevedibili. Si chiude così anche questo capitolo. QUI ti lascio, per l’ultima volta, la playlist completa con tutto quello che ho scritto a proposito dei David 2019, e ti do appuntamento tra qualche giorno con la ripresa della normale programmazione. A presto!

9 pensieri riguardo “David di Donatello 2019: i postumi

  1. 10 su 23 indovinati, mica male!
    Io non sono un amante di questi eventi, però da quello che hai detto é un peccato che qualcosa di così importante sia stata condotta un po’ così e cosi. Mi fa strano perché Carlo Conti é sempre stato molto bravo

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    1. Ma infatti anche io mi aspettavo molto meglio. Solo che a un certo punto ha iniziato a diventare davvero fiacco e amorfo. E le interviste, poi… brrr!

      A me invece questi eventi divertono sempre molto, so che si tratta di spettacoli autocelebrativi e premi che lasciano sempre il tempo che trovano, ma hanno un fascino che su di me funziona sempre.

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  2. Carlo Conti è in generale un pessimo presentatore, secondo me, ma dev’essere amato dal pubblico anziano (che poi è in generale il pubblico tipo della tv) perché lo propongono ovunque.

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    1. No, per fortuna. Ma Ruffini è una persona che maltollero come poche altre in televisione, mi dà proprio fastidio solo a vederlo, per cui non escludo di aver saltato i David solo per la sua presenza. Che anno è stato?

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