Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione

Io non avevo amato affatto Il Ragazzo Invisibile; l’avevo trovato un esperimento coraggioso e interessante, ma alla fin fine molto poco riuscito. Quando ho saputo dell’uscita de Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione ho avuto pensieri contrastanti: da un lato temevo un’altra ora e mezza di mediocre film di fantascienza supereroistico, già vecchio e ammuffito come il primo capitolo, ma dall’altra, la parte più ottimista e inguaribile della mia mente, diceva che se ne avevano realizzato un secondo capitolo tanto male non poteva essere, no? In fondo errare è umano, capita di sbagliare un film, ma perseverare è diabolico, per cui, se proprio un sequel si doveva fare, sicuramente avevano una buona storia e sistemato tutto quello che non andava nel primo film. Giusto? Sbagliato. Assolutamente sbagliato. Perché Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione non solo è probabilmente peggio del primo film, ma è anche il più brutto film che abbia visto (finora, mi sento di aggiungere) in questa selezione per i David di Donatello, se non proprio,addirittura, uno dei più brutti film ever.

Sono passati tre anni dalla fine del primo film, e la vita di Michele Silenzi è drasticamente peggiorata come si conviene. Non solo nessuno si ricorda che abbia salvato i ragazzi nel sottomarino, ma Brando si è preso il merito per l’accaduto passando per un eroe; a questo si aggiunge la morte della madre, Giovanna, vittima di un incidente automobilistico proprio il giorno del suo sedicesimo compleanno. Mentre vivacchia trascinandosi giorno dopo giorno, Michele viene avvicinato da una misteriosa ragazza che afferma di essere sua sorella, venuta a recuperarlo insieme alla madre biologica, fortunosamente sopravvissuta a un carcere russo in cui gli Speciali venivano sottoposti a terribili sevizie per amplificare i loro poteri. Com’è prevedibile, la vendetta è dietro l’angolo, ma mentre Michele si affeziona alla madre diverse sorprese lo aspettano tra gli schieramenti pronti ad affrontarsi.

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Non la menerò troppo a lungo, e dirò subito quello che penso: Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione è un film osceno, in certi punti addirittura doloroso da guardare per il livello di squallore che riesce a raggiungere. Più di tutto, a saltare all’occhio immediatamente è la recitazione. La recitazione! Avessero trovato un solo attore capace di recitare; a partire dal protagonista, che spero riceva un ordine restrittivo che gli impedisca di avvicinarsi nuovamente a un set, il film è interpretato da un cast assolutamente incapace di recitare in modo convincente, sia per quanto riguarda le battute sia per la loro espressività. Sembra, a un certo punto, di star vedendo una brutta fiction, o un pessimo film amatoriale realizzato con gli amici dell’oratorio, invece di un film dotato di un budget piuttosto consistente e diretto da uno dei registi italiani più importanti che abbiamo. Ludovico Girardello non riesce a dire una battuta che sia una sembrando un normale essere umano; Galatea Bellugi ha un’unica espressione, e con quella fa tutto il film; Ksenia Rappoport ha un certo punto si esibisce in una risata da supercattivo che nemmeno gli anime degli anni Novanta del pomeriggio di Italia 1. Davvero, è inguardabile; oltretutto impedisce di creare alcuna empatia con i personaggi, rendendo sempre più difficile stabilire una sospensione dell’incredulità che renda accettabile quello che segue.

Trama e sceneggiatura sono da buttare via e rifare da capo. Come il primo capitolo, Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione racconta una storia vecchia, in ritardo di quasi vent’anni sulla narrazione dei supereroi al cinema e in televisione, e lo fa come se non avesse idea dell’evoluzione che il genere, in questo lasso di tempo, ha avuto. Apprezzo che si sia cercato di riportare i superpoteri in un contesto meno galattico e più quotidiano, umano, ma non riesco a trovare soddisfacente una storia così superficiale e generica, priva di identità e anima. In Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione, Salvatores recupera tutti i clichés del genere e li riutilizza con il sensazionalismo di chi li ha scoperti per la prima volta, incurante del fatto che il pubblico, con questi film, ha una familiarità talmente approfondita, ormai, da mangiare immediatamente la foglia. Il ritmo è completamente sbagliato, apparendo fiacco e claudicante, i momenti espositivi sono troppi e troppo lunghi, con flashback infiniti che impiegano un quantità di tempo inaccettabile per raccontare qualcosa che tutti abbiamo già capito essere successo, e la grande rivelazione si vede arrivare praticamente dall’inizio; a questo si aggiunge la prevedibile dose di incongruenze e buchi di trama, come il mantenimento di Michele dopo la morte della madre (con chi vive?) o il fatto che un gruppo di persone dotate di devastanti superpoteri stia buona buona a farsi torturare invece di liberarsi, dovendo attendere, perché questo accada, la prevedibile morte di una di loro.

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Peccato, perché gli effetti speciali sono carini, quando non sono castrati da una regia e un montaggio quantomeno discutibili, di nuovo, apparentemente amatoriali. I poteri degli Speciali si integrano molto bene con l’ambiente circostante, e sono realizzati davvero molto bene, come l’effetto della sparizione di Michele o la pirocinesi di Natasha; niente di eclatante, ovviamente, effetti che film come Avengers si mangiano a colazione, ma che nel loro piccolo fanno una buona figura. Vorrei tantissimo che gli effetti digitali fosse stati al servizio di una storia più solida e interessante, e magari sfruttati da una regia non così irrimediabilmente confusa e inadeguata, ma così non è stato, e si presentano come il singolo elemento salvabile in un disastro dalle proporzioni epiche. Il finale lascia aperta la porta a un terzo, eventuale, capitolo; spero davvero che si desista e non ci venga imposto di seguire ancora per molto questo progetto – anche se confesso che la curiosità di vedere quanto in basso si riesce ad andare c’è.

Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione è candidato solo a un David, quello per i Migliori effetti speciali visivi, e giustamente, visto che non può ambire a chissà cos’altro; nonostante tutto, potrebbe anche avere delle possibilità di vittoria. QUI, come al solito, ti rimando alla playlist con tutti i film di cui sto parlando, così da prepararti insieme a me per la cerimonia del 27.

9 pensieri riguardo “Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione

  1. Mamma mia, l’hai demolito! Dai, il primo è inguardabile, non posso credere che abbiano fatto peggio…Se già prima non avevo in programma di vederlo, adesso so per certo che me ne terrò ben alla larga, grazie dell’avvertimento 😀

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